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1908 - 1918

Naturalizzazioni nel Moesano

In un precedente articolo avevo riassunto le naturalizzazioni avvenute nel Moesano negli anni 1887-1907. Presento ora quanto avvenne dopo, ossia nel decennio seguente, caratterizzato da due avvenimenti importanti: l’avvento dell’energia elettrica, l’inaugurazione e entrata in funzione della ferrovia elettrica Bellinzona-Mesocco nel 1907 e la Prima Guerra mondiale 1914-1918. Come si potrà arguire, molte di queste concessioni di cittadinanza furono dovute, anche se evidentemente la cosa non è documentata per iscritto, dal bisogno di lavoratori italiani da noi residenti di evitare l’arruolamento nelle truppe del loro stato d’origine. Questa la sequenza cronologica. La fonte delle notizie è in parte pubblicata nel libro Einbürgerungen 1801-1960 di Rudolf Jenny, edito dall’Archivio di Stato a Coira nel 1965.
Si evincono subito alcune cose notevoli. In questi 11 anni ottennero la cittadinanza moesana 312 persone, ossia:

1908
2

1909
6

1910
2

1911
2

1912
4

1913
1

1914
4

1915
11

1916
82

1917
48

1918
150

Due comuni calanchini, cioè Arvigo e Braggio si distinsero in particolare nella concessione della cittadinanza, avendo trovato la gallina dalle uova d’oro nel concedere la cittadinanza a persone domiciliate altrove e che mai vennero in Calanca. Oltre alla tassa cantonale di naturalizzazione che era assai contenuta, normalmente sui 600 franchi, i comuni avevano la libertà di fissare a loro piacimento la tassa comunale che di solito non era mai inferiore ai 1000 franchi (di allora). Ho calcolato, con le tasse note e quelle non pubblicate (ma sicuramente figuranti nella contabilità comunale), che in questi 11 anni Braggio incassò non meno di fr. 28’000.-, mentre Arvigo raggiunse almeno i 48’000.- franchi, che in quell’epoca non erano una bazzecola ! Tra i primi naturalizzati si trovano parecchie persone provenienti dal Tirolo o da zone sotto l’impero austro-ungarico e tra loro ovviamente ci sono anche di quelli che noi definivamo come “Schliefer”. Poi, scoppiata la Grande guerra, molti dei lavoratori che si trovavano in Mesolcina e in Calanca, preferirono pagare una salata tassa e diventare svizzeri piuttosto che andare in Italia ed essere arruolati per combattere e forse morire in guerra. Alcuni dei lavoratori italiani che erano da noi invece preferirono rientrare in Italia a servire la loro patria e ci lasciarono la pelle, anche se qualcuno potè rientrare a guerra finita, come Giovanni Polti. Tra i cognomi naturalizzati in questo periodo se ne trovano parecchi che ancora oggi hanno solida discendenza nel Moesano. Risulta inoltre evidente che i comuni di Mesocco, Soazza e Roveredo in questo periodo e in seguito per ancora mezzo secolo, la cittadinanza non la concedevano a nessuno nemmeno a quelli da anni residenti e sposati con donne patrizie del posto.



1908
Anna Maria e Joseph Anton Moosbrugger,
originari di Schnepfau nel Vorarlberg, la prima telegrafista, il secondo elettricista, abitanti a Coira e naturalizzati a Braggio. Tassa comunale per entrambi fr. 200.-.


1909
Giovanni Battista Antonietti,
di Vezza d’Oglio (Brescia), muratore, domiciliato a Klosters, naturalizzato in Braggio, con la moglie Burga nata Grass e i figli Johann Battista, Anna, Joseph e Stephan, con tassa comunale di fr. 2400.-.


1910
Antonio Antongini
, di Comerio (Como), celibe, residente a San Bernardino, naturalizzato a Lostallo, con tassa cantonale di fr. 600.-.
Luigi Capelli
, di Berbenno (Sondrio), celibe, naturalizzato a Lostallo, con tassa cantonale di fr. 400.-.


1911
Andreas Kappler
, di Hagenau (Alsazia), prete cattolico, professore, in Immensee (quindi dei Missionari di Betlemme) naturalizzato in Braggio, con tassa di fr. 600.-.
Kurt Willi August Kornatz
, di Wehlen (Prussia), aiuto farmacista, domiciliato a Berna, naturalizzato a Braggio, con tassa comunale di fr. 1000.-.


1912
Ferrante Restori
di Calestano (Parma), impiegato ferroviario della B-M, domiciliato e naturalizzato a Lostallo con la moglie Anna Caterina nata Beeli e i figli Marcellina e Mario, con tassa cantonale di fr. 200.-.


1913
Emanuele Biasi,
di Sfruz (Tirolo), apprendista meccanico alla Brown-Boveri, domiciliato a Baden, naturalizzato in Braggio, con tassa comunale di fr. 1000.-.


1914
Costantino Cederna
, di Tresivio (Sondrio), capomastro, domiciliato a Landquart, naturalizzato in Arvigo con la moglie Catharina nata Bieg vedova Päder, con tassa comunale di fr. 1000.-.
Josef Oberpreier
, di Marling (Merano), celibe, domiciliato a Malix, naturalizzato in Arvigo, con tassa comunale di fr. 800.-.
Pankraz Pünchera
, di Matsch (Tirolo), domiciliato a Zuoz, naturalizzato in Braggio, con tassa comunale di fr. 1000.-.


1915
Konstantin Eberhöfer,
di Martell (Tirolo), sposato, domiciliato in Ardez, naturalizzato in Braggio con la moglie Maria Elisabeth nata Frank. Tassa comunale non nota.
Friedrich Fahrner,
di Prad (Tirolo), celibe, domiciliato a Scuol, naturalizzato in Arvigo. Tassa comunale non nota.
Alphons Martis,
di Spaichingen (Württemberg), celibe, domiciliato in Silvaplana, naturalizzato in Braggio. Tassa comunale non nota.
Gustav Martis, idem.
Emilio Vittorio Novi,
di San Fedele d’Intelvi (Como), celibe, portinaio, domiciliato a Savognin, naturalizzato in Braggio, con tassa comunale di fr. 1000.-.
Paolina Ostroff, nata Zimara
, di Remscheid (D), naturalizzata in Mathon, con tassa cantonale di fr. 200.-. Suo nonno Francesco Zimara (1755-1823), nato a Soazza era emigrato a Vienna dove si sposò e fu Padrone spazzacamino. Uno dei suoi figli, Rodolfo, fu dapprima Padrone spazzacamino a Vienna, dov’era nato e poi emigrò come spazzacamino a San Pietroburgo, dove si sposò e dove nacquero i suoi figli tra cui la detta Paolina il 30.3.1853, che a San Pietroburgo si sposò con un Russo e pure sua sorella Antonietta, nata nel 1849. Nel 1914 le due sorelle (Paolina era già vedova) allo scoppio della seconda Guerra mondiale si trasferirono a Ginevra, ma per potere avere i loro soldi bloccati in banca a causa della guerra, avevano bisogno di essere reintegrate nella nazionalità svizzera del nonno Francesco e scrissero al comune di Soazza. Quest’ultimo, dalla documentazione conservata in archivio, pretendeva allora, nel 1914, che le due sorelle pagassero ciascuna 10’000 franchi per riottenere la cittadinanza del nonno ! Per la nubile Antonietta dovette intervenire il Governo di Coira che impose agli esosi miei compaesani, nel 1915, la concessione della cittadinanza, cosa che Antonietta contraccambiò donando al comune pauperile di Soazza 500 franchi. Mentre la Paolina che nel frattempo si era domiciliata a Montreux, venne naturalizzata a Mathon. Valentino Rezzoli, di Val Furva (Bormio), sposato, domiciliato a Casaccia, naturalizzato in Arvigo con moglie e tre figli. Tassa comunale non nota.


1916
Anton Albert
, di Taufers (Tirolo), sposato, domiciliato a Santa Maria in Müstair naturalizzato in Arvigo. Tassa comunale non nota.
Ferdinando Bassi
, di Carugo (Como), celibe, montatore elettrico, domiciliato ad Arosa, naturalizzato in Braggio. Tassa comunale non nota. Questo Bassi non c’entra nulla con i Bassi patrizi calanchini da molto tempo residenti in Calanca e originari dalla famiglia Bass immigrata da oltre San Bernardino.
Giuseppe Bianchi
, di Cadorago (Como), domiciliato a Mesocco, naturalizzato in Arvigo con la moglie Albina nata Barella e 8 figli. Tassa comunale non nota. Ernesto Bogana, di Pederobba (Bergamo), celibe, domiciliato a Buseno e ivi naturalizzato. Tassa comunale non nota.
Francesco Bogana
, idem.
Venanzio Bogana
, idem.
Antonio Giuseppe Tommaso Bordoli
, di Cerano d’Intelvi (Como), impresario, domiciliato a Jenaz, naturalizzato in Arvigo con la moglie Anna nata Jösler e i figli Antonietta, Antonio, Cristiano, Giacomo e Anna. Tassa comunale non nota.
Ernesto Carubbi
, di Fornovo Taro (Parma), domiciliato a Mesocco, naturalizzato in Arvigo con la moglie Domenica nata Repetti e i figli Quintino Domenico Francesco, Maria Santa Barbara, Maria Barbara Marcellina. Tassa comunale fr. 2000.-.
Giovanni Domenico Cattini
, di Albinea (Reggio Emilia), falegname, domiciliato a Davos, naturalizzato a Grono con la moglie nata Schissler e il figlio Giovanni Giuseppe. Tassa comunale non nota.
Martino Pietro Ceresa
, di Schignano (Como), vedovo, muratore, domiciliato e naturalizzato in Lostallo con i figli Pierina Giuseppina, Silvia Felicita e Livia Margherita. Tassa comunale non nota.
Già dalla metà del Settecento, estintasi la tradizione dei muratori mesolcinesi, che avevano la propria scuola a Roveredo e che almeno dall’inizio del Cinquecento fornirono costruttori in special modo nella Germania meridionale e nell’Austria, per i bisogni di costruzioni di stalle, case, ponti, strade, si dovette far capo a muratori e scalpellini provenienti in gran parte dalla Val d’Intelvi in provincia di Como, confinante con la valle ticinese di Muggio. E così arrivarono da noi, provenienti in particolar modo da Schignano in Val d’Intelvi gli scalpellini e muratori delle famiglie Peduzzi, Gelpi, Ceresa, Polti.
La Val d’Intelvi, documentato fin dal 12° secolo, ha sempre fornito mastri muratori e scalpellini a tutta l’Europa, gente che venne spesso raggruppata nel termine generico di “mastri Antelami” (cioè della Val d’Intelvi), compresi nella grande stirpe dei “mastri Comacini”, cioè del Comasco. Termine quest’ultimo che comprendeva anche mastri costruttori delle zone vicine come la Val di Muggio (si vedano i due primi Cereghetti e Barella, muratori, arrivati a Mesocco intorno al 1847 e provenienti da Muggio) e del Mendrisiotto e Luganese Abramo De Ritz, di Revine (Treviso), domiciliato e naturalizzato a Lostallo con la moglie Chiara nata Barbieri e i figli Dina ed Enzo. Tassa comunale non nota.
Giovanni Fagetti
, di Piuro (Sondrio), domiciliato e naturalizzato a San Vittore con la famiglia. Tassa comunale non nota.
Giuseppe Lorenzo Fagetti,
idem.
Giuseppe Fibbioli,
di San Giacomo Filippo (Sondrio), celibe, domiciliato a Roveredo e naturalizzato in Arvigo, con tassa comunale di fr. 800.-.
Serafino Fibbioli
, idem, con la moglie e due figli, con tassa comunale di fr. 1500.-.
Francesco Filisetti
, di Sovere (Bergamo), domiciliato e naturalizzato in Buseno con la moglie e due figli. Tassa comunale non nota.
Giuseppe Filisetti,
idem, con la moglie e tre figli.
Caterina Mazzolini,
di Plesio (Como), nata Rizzi, vedova, domiciliata a Soazza, naturalizzata in Arvigo con i figli Giacomo e Luigi. Tassa comunale non nota.
Wilhelm Pinggera
, di Stilfs (Tirolo), domiciliato a Santa Maria i. M. e naturalizzato in Arvigo. Tassa comunale non nota.
Giovanni Battista Rizzi
, di San Giacomo Filippo (Sondrio), domiciliato a Soazza e naturalizzato in Arvigo con la moglie Domenica nata a Marca e i figli Anna e Giuseppe Angelo. Tassa comunale non nota.
Heinrich Rufinatscha
, di Taufers (Tirolo), domiciliato a Samedan, naturalizzato in Arvigo con la moglie Anna nata Moser e la figlia Anna Catharina. Tassa comunale non nota. Si noti che i cognomi Moser, Waser e Gruber, sono tipici di *Schliefer*, cioè nomadi col carrozzone, frequenti specialmente nel Cantone dei Grigioni che è sempre stata la zona svizzera con il maggior numero di questi nomadi, fors’anche perché la più orientale della Confederazione.
Giuseppe Salvi
, di Mazzoleni (Bergamo), domiciliato e naturalizzato a Lostallo con la moglie Anna nata Francetti e i figli. Tassa comunale non nota.
Eugenio Vanoni,
di Isolato (Sondrio), domiciliato a Mesocco, naturalizzato in Arvigo con la moglie e due figli. Tassa comunale non nota.


1917
Giovanni Pietro Aldi
, austriaco, domiciliato a Mesocco, naturalizzato in Arvigo con la famiglia. Tassa comunale non nota.
Luigi Antonio Armenio Bertolini
, di Tartano (Sondrio), domiciliato a Santa Maria in Calanca, naturalizzato a Braggio. Tassa comunale non nota.
Carlo Broggi
, di Solbiate (Como), capomastro, domiciliato a Klosters, naturalizzato in Arvigo con la moglie Ursula nata Stiffler e i figli Alessandro, Maria Orsolina, Amalia, Irma e Paolo Ludovico. Tassa comunale non nota.
Antonio Giuseppe Casanova
, di Chiavenna, domiciliato a Silvaplana, naturalizzato in Braggio con la moglie Martina nata Jecklin e i figli Anna Maria e Antonio Martino. Tassa comunale non nota.
Agostino Flavio Casartelli
, di Vergosa (Como), falegname, domiciliato a Borgonovo-Stampa, naturalizzato in Arvigo, con tassa comunale di fr. 1050.-.
Lorenzo Colturi
, di Cepina (Sondrio), celibe, domiciliato a Zuoz, naturalizzato in Arvigo. Tassa comunale non nota.
Angelo Filisetti
, di Sovere (Bergamo), domiciliato a Buseno, naturalizzato in Buseno con la moglie, con tassa comunale di fr. 750.-.
Giovanni Beniamino Grassi
, di Falmenta (Novara), domiciliato a Roveredo, contadino, naturalizzato in Arvigo. Tassa comunale non nota.
Giulio Alberto Paolo Losa
, di Torre de’ Busi (Bergamo), domiciliato a Roveredo, naturalizzato a Buseno con la moglie Maria Maddalena nata Menini e i figli Edoardo Paolo e Maria Virginia. Tassa comunale non nota.
Augusto Marchetto
, di Lendinara (Rovigo), domiciliato a Mesocco, naturalizzato in Arvigo con la moglie Dorotea nata Ciocco e i figli Maria Caterina Irma, Antonio Nicolao Barnaba. Tassa comunale non nota.
Pietro Augusto Meneghini
, di Masi (Padova), celibe, muratore, domiciliato a Cazis, naturalizzato in Arvigo. Tassa comunale non nota.
Luigi Giuseppe Pontalti
, di Riva (Tirolo), sarto, domiciliato a Coira, naturalizzato in Braggio con la moglie Genoveffa nata Müller e i figli Eugenia Maria Luisa, Luigi Giuseppe Eugenio, Ida Maria Eugenia, Sisto Gaetano. Tassa comunale non nota.
Gotthard Peter Sprogis
, di Kaugershof (Russia), giardiniere, domiciliato a Davos, naturalizzato in Arvigo, con tassa comunale di fr. 1050.-.
Alfons Stein
, di Lindenholzen (Prussia), pittore, domiciliato a Coira, naturalizzato in Arvigo. Tassa comunale non nota.
Santino Venzi,
di Lanzada (Sondrio), calzolaio, domiciliato a Mesocco, naturalizzato in Arvigo con la moglie e sei figli. Tassa comunale non nota. Il Venzi settimanalmente pubblicava il suo annuncio pubblicitario sul settimanale Il San Bernardino.


1918
Alessandro Beltramelli,
di Quincinetto (Torino), contadino, domiciliato a Roveredo, naturalizzato in Braggio, con tassa comunale di fr. 1200.-.
Paolo Binda, di Brenta
(Como), celibe, panettiere, domiciliato e naturalizzato a Lostallo, con tassa comunale di fr. 1000.-.
Antonio Cattaneo,
di Piano Porlezza (Como), contadino, domiciliato a Roveredo, naturalizzato in Braggio con la moglie Giuseppina nata Valenti e i figli Pietro, Antonio Domenico, Ida, Guido, Vildo Osvaldo, con tassa comunale di fr. 2500.-.
Clemente De Rossi,
di Sirone (Como), pasticciere, domiciliato a Grono, naturalizzato a Grono con la moglie Antonietta nata Mutasso e la figlia Lina Maria, con tassa comunale di fr. 1000.-.
Alberto Elettra
, di Oleggio (Novara), gessatore, domiciliato a Neuchâtel naturalizzato in Rossa con la moglie Jeanne Hermine nata Fontanellaz, con tassa comunale di fr. 1000.-.
Antonio Apollonio
Elettra, idem, boscaiolo, domiciliato a Rossa e ivi naturalizzato con tassa comunale di fr. 500.-.
Ambrogio Gaetano Frangi,
di Parè (Como), muratore e oste, domiciliato a Coira, naturalizzato in Arvigo con la moglie Elisa Maddalena nata Scotti e i figli Ursula Maria, Antonio Battista, Andrea Battista, con tassa comunale di fr. 1700.-.
Alberto Geronimi
, di Livorno, elettricista, celibe, domiciliato a Davos, naturalizzato in Arvigo, con tassa comunale di fr. 1000.-.
Karl Kade
, di Berlino, pittore, domiciliato a Churwalden, naturalizzato in Arvigo, con tassa comunale di fr. 1150.-.
Ludwig Wilhelm Knupfer
, di Friburgo in Brisgovia, celibe, docente alla Scuola cantonale, domiciliato a Coira, naturalizzato in Landarenca, con tassa comunale di fr. 500.-.
Ferdinando Losa
, di Torre de’ Busi (Bergamo), falciatore di fieno, domiciliato a Roveredo, naturalizzato in Rossa con la moglie Rosalia nata Beltramelli il figlio Livio Carlo, con tassa comunale di fr. 1250.-.
Ferdinando Losa
, di Torre de’ Busi (BG), falciatore di fieno, domiciliato a Roveredo e naturalizzato in Arvigo, con tassa comunale di fr. 800.-. Giuseppe Losa, idem, contadino, naturalizzato in Arvigo con la moglie Maria nata Taschetta e i figli Giovanni e Giuseppe, con tassa comunale di fr. 1800.-.
Giuseppe Bernardo Losa
, idem, contadino e manovale, domiciliato a Castaneda e naturalizzato in Landarenca con la moglie Maria Fidelina nata Bertolini e i figli Silvio Fulvio Mario e Antonio Iseo, con tassa comunale di fr. 2500.-.
Francesco Carlo Lurati
, di Cerano d’Intelvi (Como), muratore, domiciliato a Roveredo e naturalizzato in Landarenca con la moglie Maria Maddalena nata Paganoni e i figli Maria Giuseppa Corina, Giuseppe Guido Francesco, Francesca Maria, Ludovico Giuseppe, Attilio Emanuele, con tassa comunale di fr. 2500.-.
Daniele Mancasola
, di San Bartolomeo (Como), contadino, celibe, domiciliato a Lostallo e naturalizzato in Arvigo, con tassa comunale di fr. 1000.-.
Antonia Mazzolini nata Manzoni
, di Plesio (Como), vedova, contadina, domiciliata a Soazza, naturalizzata in Arvigo con i figli Emma Giuseppina, Lidia Maria, Maria Irene, Enrico Alfredo, Matilda Franceschina, Alberto Giuseppe, Orsola Aurelia, con tassa comunale di fr. 2250.-.
Pietro Rodolfo Morandi
, di Monteviasco (Como), muratore e manovale, domiciliato a Roveredo, naturalizzato in Braggio con la moglie Maria Caterina nata Tognetti e i figli Adolfo e Pietro, con tassa comunale di fr. 1600.-.
Aquilino Nani,
di Lanzada (Sondrio), calzolaio, domiciliato a Mesocco, naturalizzato in Arvigo con la moglie Teresa nata Tönz e i figli Giuseppe Claudio, Giovanni Aurelio e Claudio Antonio, con tassa comunale di fr. 1500.-.
Christian Pardeller,
di Matsch (Tirolo), celibe, domiciliato a Samedan, naturalizzato in Arvigo, con tassa comunale di fr. 1150.-.
Michele Parolini,
di Lanzada (Sondrio), ramaio e lattoniere, domiciliato a Grono e naturalizzato in Landarenca con la moglie Sabina nata Polti e i figli Pia Orsola Teresa, Maria Giuseppina, Orsola, Antonio Michele, Teresa, Giuseppe, Dina, Aldo Michele, con tassa comunale di fr. 2000.-.
Antonio Pasini
, di Piuro (Sondrio), vedovo, contadino, domiciliato a Roveredo, naturalizzato in Santa Domenica con i figli Silvio, Maria Palmira e Giorgio Domenico, con tassa comunale di fr. 2000.-.
Michael Patigler
, di Lichtenberg (Tirolo), postiglione, domiciliato a Zuoz, naturalizzato in Arvigo con la moglie Anna nata Wachter e i figli Anna, Maria Katharina, Rudolf, Johann, Josephine, Emil, con tassa di fr. 2000.-.
Aronne Pedrini
, di Vignano San Martino (Bergamo), contadino, domiciliato a Roveredo, naturalizzato in Braggio con la moglie Giovanna nata Cattaneo e i figli Giovanna Maria, Enrico, Dionigi Giulio, Giuseppe, Angiolina, con tassa di fr. 2000.-.
Giuseppe Pensa
, di Porlezza (Como), celibe, famiglio, domiciliato a Silvaplana naturalizzato in Arvigo, con tassa di fr. 1000.-.
Giacobbe Pezzotti,
di Sovere (Bergamo), contadino, naturalizzato a Verdabbio con la moglie Natalia nata Bassi, e i figli Delfina, Prosperina e Giacobbe, con tassa comunale di fr. 1000.-.
Innocente Piccamiglio
, di Averara (Bergamo), contadino, domiciliato a Leggia, naturalizzato in Braggio con la moglie Maria nata Delstorno e i figli Carlo e Sergio, con tassa comunale di fr. 1600.-.
Adamo Piubellini,
di Tartano (Sondrio), falciatore di fieno, domiciliato a Santa Domenica, naturalizzato in Santa Domenica con la moglie Candida nata Gasparoli e i figli Ferdinando, Eva Maria Silvia, Costantino, Eraldo Ernesto, con tassa comunale di fr. 1200.-.
Maurizio Piubellini,
di Campo Tartano (Sondrio), falciatore di fieno, domiciliato a Santa Domenica, naturalizzato in Santa Domenica con la moglie Orsola nata Prandi e i figli Olimpio, Tobia Raffaele, Marietta Chiarina, Pietro Maurizio, Silvio Ulisse, Federico Gioacchino, Maria Ortensia e Maurizio Giuseppe, con tassa di fr. 2000.-
August Heinrich Reinmuth,
di Neunkirchen (Baden), pittore, domiciliato a Davos, naturalizzato in Arvigo con la moglie Emma Bertha nata Walther, con tassa comunale di fr. 1400.-.
Clemente Salvi,
di Berbenno (Bergamo), contadino, domiciliato a Leggia, naturalizzato in Santa Domenica con la moglie Maria Antonia nata Protti e i figli Clemente Giuseppe Giovanni, Delfina e Armando Mario, con tassa comunale di fr. 1900.-.
Guglielmo Scaramella
, di Campodolcino (Sondrio), muratore e impresario, domiciliato a Mesocco, naturalizzato in Arvigo con la moglie Lucia nata Pavioni e i figli Maria Orsola Faustina, Samuele Geremia, Adele Maria Verena, Federico Antonio Pietro, con tassa comunale di fr. 1800.-.
Antonio Succetti
, di Piuro (Sondrio), contadino, celibe, domiciliato a Roveredo, naturalizzato a Santa Domenica, con tassa comunale di fr. 1000.-.
Natale Succetti
, idem, con tassa comunale di fr. 1000.-.
Karl Tabershofer
, di Taufers (Tirolo), contadino, domiciliato in Ardez, naturalizzato in Braggio con la moglie Maria nata Raffainer e i figli Alois, Maria e Josefina, con tassa comunale di fr. 1200.-.
Paolo Triulzi,
di Piuro (Sondrio), contadino, domiciliato a Roveredo, naturalizzato in Braggio con la moglie Clementina nata Mozzini, con tassa comunale di fr. 1200.-.
Silo Troncana,
di Val di Sotto (Bormio), domiciliato a Silvaplana, naturalizzato in Braggio con la moglie Maria Rita nata Martinucci e i figli Giuseppe, Maria ed Edoardo, con tassa comunale di fr. 1800.-.
Angelo Turconi
di Lurate Abbate (Como), impresario, domiciliato a Brusio, naturalizzato in Arvigo con la moglie Domitilla nata Pregaldini e la figlia Maria Luigia Giuseppina, con tassa comunale di fr. 1500.-.
Giovanni Valerio,
di Bondone (Tirolo), contadino, domiciliato a Santa Maria in Calanca, naturalizzato a Santa Maria in Calanca con la moglie Maria Assunta nata Pacciarelli e i figli Giuseppe, Giovanni e Isidoro, con tassa comunale di fr. 1500.-.

Una cosa che appare evidente dai flussi e riflussi di gente che emigrava oppure immigrava fin dai tempo remoti, è l’aspetto positivo, poiché quelli che da noi si erano stabiliti come lavoratori, sapevano integrarsi bene nel nostro ambito, anche per la ragione che provenivano da regioni limitrofe a noi affini per mentalità, usi e costumi. Oggi come in passato ci sono sempre le immigrazioni, magari causate da guerre, ma principalmente (come in passato) da ragioni economiche e, purtroppo, parecchi di questi nuovi immigrati non dimostrano alcuna intenzione di adattarsi alla nostra mentalità, usi e costumi, anzi, in applicazione di una falsa interpretazione di quello che è la tolleranza, hanno la pretesa, non certamente troppo velata, che siamo noi indigeni a doverci adattare alla loro mentalità e civiltà.

Cesare Santi



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