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1919 - 1921

Naturalizzazioni nel Moesano

Naturalizzazioni nel Moesano 1919 - 1921
Finita la prima Guerra mondiale da noi le naturalizzazioni continuarono col ritmo sostenuto dei precedenti anni. I due comuni calanchini di Arvigo e Braggio proseguirono col concedere molte cittadinanze a persone che mai vennero in Val Calanca, tra le quali parecchie dal cognome tedescofono: il cespite di entrate comunali derivatone era troppo importante per lasciarlo cadere e questi due comuni continuarono a fare affari d’oro. Intanto in Italia serpeggiava il malcontento, nonostante la vittoria del 1918, e ciò sfociò con la nascita del Fascismo nel 1919 concretizzato ufficialmente con la marcia su Roma del 1922.
In questi tre anni postbellici nel distretto Moesa furono concesse le seguenti naturalizzazioni. La tassa cantonale era assai ridotta, di solito di 100 franchi o anche meno, ma quella comunale, che veniva liberamente decisa dai singoli comuni, non era mai inferiore ai 1000 franchi.


1919
Amedeo Camata
, nato nel 1887, celibe, muratore, di Fossalta di Piave (Venezia), domiciliato a Disentis, naturalizzato in Arvigo, con tassa cantonale di 100 franchi e tassa comunale non nota.
Tommaso Consoli
, nato nel 1897, celibe, di Borgo di Terzo (Bergamo), domiciliato a Roveredo, naturalizzato a Landarenca, con tassa cantonale di fr. 100 e comunale non nota.
Amadeo Delstorno
, nato nel 1888, sposato, di Sant’Antonio (Val Morobbia), domiciliato e naturalizzato a Leggia, con la famiglia, con tassa cantonale di fr. 50 e tassa comunale non nota. Un altro ramo dei Delstorno della Val Morobbia si era stabilito già nel primo Ottocento a San Vittore e vi ottenne la cittadinanza nel 1867. Il cognome sia a San Vittore, sia a Leggia, si trasformò poi in Storni.
Michele Antonio Desteffani
, nato nel 1872, sposato, cocchiere e operaio, sposato, di San Giacomo (Chiavenna), domiciliato in Cunter i.O., naturalizzato in Arvigo con la moglie Filomena nata Sailer e il figlio Antonio, con tassa comunale di fr. 2000.
Giuseppe Faoro
, nato nel 1884, sposato, di Lamon (Belluno), negoziante, domiciliato a Coira, naturalizzato in Arvigo, con tassa comunale di fr. 1500. Romano Faoro, nato nel 1891, celibe, negoziante, di Rubano (Padova), domiciliato ad Arosa e naturalizzato in Arvigo. Tassa comunale non nota.
Tommaso Lombardini,
nato nel 1876, di San Giacomo Filippo (Sondrio), domiciliato a Roveredo, naturalizzato in Braggio con la famiglia. Tassa comunale non nota.
Attilio Manzone
, nato nel 1890, negoziante, di Torino, domiciliato a Zurigo e naturalizzato in Arvigo, con la moglie Clara nata Hess, con tassa comunale di fr. 2000.
Dionigi Mazzolini
, nato nel 1894, celibe, di Bedulita (Bergamo), domiciliato a Coira e naturalizzato in Arvigo. Tassa cantonale fr. 150; tassa comunale non nota.
Giuseppe Mengoni
, nato nel 1858, celibe, contadino, di Claro, domiciliato e naturalizzato a Leggia, con tassa cantonale di fr. 50 e tassa comunale non nota.
Giovanni Merlo,
nato nel 1874, celibe, calzolaio, di Piuro (Sondrio), domiciliato a Stampa e naturalizzato a Braggio, con tassa comunale di fr. 1000.
Karl Bernhard Metzinger
, nato nel 1876, sposato, parrucchiere, di Baden(D), domiciliato a Davos e naturalizzato in Arvigo, con tassa comunale di fr. 1000.
Johann Pardeller, nato nel 1900, celibe, di Matsch (Tirolo), domiciliato a Santa Maria i. M. e naturalizzato in Arvigo, con tassa comunale non nota.
Ugo Ponti
, nato nel 1887, celibe, mastro muratore, italiano, domiciliato a Le Châtelard-Montreux e naturalizzato in Arvigo con tassa comunale di fr. 1050.
Claudio Resplendino
, nato nel 1886, sposato, stagnino, italiano, domiciliato a Châtelard-Montreux e naturalizzato a Braggio con la moglie Ida nata Summermatter e il figlio Giovanni, con tassa comunale di fr. 1500.
Attilio Riva
, nato nel 1884, sposato, restauratore, italiano, domiciliato a Montreux e naturalizzato a Braggio con la moglie e il figlio Giuseppe, con tassa comunale di fr. 1500.
Giulio Luigi Vissa
, nato nel 1895, celibe, falegname, italiano, domiciliato a Montreux e naturalizzato in Arvigo, con tassa comunale di fr. 1050.

Come si può arguire gli ultimi quattro, abitanti tutti a Montreux, vennero sicuramente a conoscenza della facilità con si poteva divenire svizzeri a Braggio e ad Arvigo.



1920
Cornelius Bergmann
, nato nel 1881, celibe, Dr. phil, docente, di Neuhoffnung (Russia), domiciliato a Zuoz e naturalizzato in Arvigo con tassa comunale di fr. 1000.
Pietro Canal
, nato nel 1896, celibe, muratore, di Lamon (Belluno), domiciliato a Scuol, naturalizzato in Arvigo, con tassa comunale di fr. 1000.
Da lui discende anche l’attuale decano del Gran Consiglio ticinese, l’ottantenne Luciano Canal, domiciliato a Morbio Inferiore.
Simon Hecht,
nato nel 1868, sposato, possidente, di Budapest, domiciliato a Davos e naturalizzato in Arvigo con la moglie Margaretha nata Spitzer e i figli Aurel Benedikt, Edit Katharina, Adolf Ludwig Johann, con tassa comunale di fr. 2000.
Domenico Mainetti
, nato nel 1872, di Colorina (Sondrio), muratore, celibe, domiciliato a Zizers e naturalizzato in Arvigo con tassa comunale di fr. 1000.
Claudio Lorenzo Mainetti
, nato nel 1923, celibe, muratore, di Campodolcino (Sondrio), domiciliato a Splügen, naturalizzato ad Augio con tassa comunale di fr. 6000 !
Mario Ugo Gaspare Mainetti
, nato nel 1908, celibe, meccanico, di Campodolcino (Sondrio), domiciliato a Mesocco e naturalizzato in Braggio, con tassa comunale di fr. 2000.
Paolo Carmine Manzoni
, nato nel 1890, celibe, ramaio, di Chiavenna, domiciliato a Davos e naturalizzato in Arvigo con tassa comunale di fr. 1000. Questo Manzoni non ha nulla a che vedere con i Manzoni comaschi, che ottennero la cittadinanza di Roveredo nel 1859, per ordine governativo di Coira.
Johannes Martis,
nato nel 1866, sposato, contadino, di Spaichingen (Württemberg), domiciliato in Silvaplana e naturalizzato in Braggio con la moglie Angiolina nata Mettier e i figli Fortunato, Maria Margarita, Johann Josef, con tassa comunale di fr. 2000.
Albert Müller
, nato nel 1870, sposato, dottore medico, di Altenburg (Sassonia), domiciliato a Davos e naturalizzato in Arvigo con la moglie Mathilde Therese nata Eckermann, con tassa comunale di fr. 1600.
Arthur Gotthelf Neustadt,
nato nel 1883, possidente, celibe, di Wiesbaden (Prussia), domiciliato a St. Moritz e naturalizzato in Braggio, con tassa comunale di fr. 1500.
Anna Louise Obelhardt
, nata nel 1877, nubile, infermiera, di Ulm (Württemberg), domiciliata a Zuoz e naturalizzata in Arvigo, con tassa comunale di fr. 1000.
Walther Onken
, nato nel 1875, celibe, negoziante, di Oldenburg (D), domiciliato a Muralto e naturalizzato in Arvigo, con tassa comunale di fr. 1000.
Giovanni Augusto Ragonesi
, nato nel 1878, impiegato della Ferrovia Retica, di Viterbo (Roma), domiciliato a Bergün e naturalizzato in Arvigo con la moglie Teresa nata Pastor e i figli Aldo, Rosa Domenica, Giulio, con tassa comunale di fr. 2000.
Helmuth Roeder
, nato nel 1896, celibe, studente ginnasiale, di Marienwerder (Prussia), domiciliato a Davos e naturalizzato in Arvigo con tassa comunale di fr. 1000. Alberto Vezzoli, nato nel 1895, celibe, fabbro, di Capriolo (Brescia), domiciliato e naturalizzato a Rossa, con tassa comunale di fr. 1000.
Maximilian Georg Weber
, nato nel 1895, celibe, impiegato di banca, di Monaco di Baviera, domiciliato a St. Moritz e naturalizzato in Arvigo, con tassa comunale di fr. 1200.
Giuseppe Zortea,
nato nel 1881, celibe, meccanico, di Canal San Bovo (Tirolo), domiciliato a Malans e naturalizzato in Arvigo, con tassa comunale di fr. 1000.




1921
Ernesto Annoni
, nato nel 1884, negoziante (panettiere), sposato, di Lurago (Como), domiciliato a San Vittore e naturalizzato in Rossa, con la moglie Virginia nata Morelli e i figli Emma e Attilio Ernesto, con tassa comunale di fr. 2000.
Carlo Giuseppe Calderari
, nato nel 1901, celibe, muratore, di Bergamo, domiciliato a Zuoz e naturalizzato in Arvigo con tassa comunale di fr. 1000.
Giovanni Angelo Calderari
, nato nel 1899, celibe, muratore, domiciliato a Zuoz e naturalizzato in Arvigo con tassa comunale di fr. 1000.
Donato Canal,
nato nel 1898, celibe, minatore, di Lamon (Belluno), domiciliato a Scuol e naturalizzato in Arvigo con tassa comunale di fr. 1000.
Giuseppe Abbondio Compagnoni,
nato nel 1898, celibe, magnano, di Valfurva (Bormio), domiciliato a Davos e naturalizzato a Santa Domenica, con tassa comunale di fr. 5000 !
Ernesto Vincenzo Crotta,
nato nel 1888, celibe, calzolaio, di San Giovanni (Como), domiciliato a Coira e naturalizzato in Braggio, con tassa comunale di fr. 1500. Silo Giacomelli, nato nel 1874, sposato, falegname, di Valdisotto (Bormio) domiciliato a Lavin e naturalizzato in Arvigo. con la moglie Sabina nata Giacomelli e i figli Emilio Giuseppe, Edoardo Giovanni e Caterina Maria, con tassa comunale di fr. 2000.
Agostino Gianoli
, nato nel 1897, celibe, di Campodolcino (Sondrio), domiciliato a Mesocco e naturalizzato in Arvigo con tassa comunale di fr. 1050.
Luzian Lamm,
nato nel 1876, sposato, negoziante, di Stockheim (Baviera), naturalizzato in Arvigo con la moglie Johanna nata Müller e i figli Maria Paulina, Carl Alfons, Louis, con tassa comunale di fr. 2200.
Luigi Magatelli,
nato nel 1899, celibe, calzolaio, di Bormio, domiciliato a Scuol e naturalizzato in Arvigo con tassa comunale di fr. 1000.
Paolo Giuseppe Magatelli
, nato nel 1897, celibe, falegname, di Bormio, domiciliato a Scuol e naturalizzato in Arvigo con tassa comunale di fr. 1000.
Giovanni Battista Negrini,
nato nel 1881, sposato, contadino, di Caspoggio (Sondrio), domiciliato a Stampa e naturalizzato a Braggio, con la moglie Domenica Caterina nata Rogantini e i figli Mario, Vittorio Lorenzo, Battista, Attilio, Orsola Donata. con tassa comunale di fr. 2300.
Luigi Gaspare Repetti
, nato nel 1866, sposato, imbianchino, di Savignone (Genova), domiciliato a Mesocco e naturalizzato in Arvigo con la moglie Caterina Maria nata Vitali e i figli Carlo Francesco e Giuseppe Pietro, con tassa comunale di fr. 2000.
Lorenz Riederer
, nato nel 1871, vedovo, impiegato delle Ferrovie Retiche, di Meckenbeuren (Württemberg), domiciliato a Coira e naturalizzato in Braggio con i figli Lorenz e Peter Paul, con tassa comunale di fr. 2000.
Pietro Rizzi,
nato nel 1888, sposato, falegname, di Ponte di Legno (Brescia), domiciliato a Zizers e naturalizzato in Braggio con la moglie Johanna nata Zinsli e il figlio Bartolomeo, con tassa comunale di fr. 2000.
Othmar Rutz
, nato nel 1879, sposato, fotografo, di Oberammergau (Baviera), domiciliato a St. Moritz e naturalizzato in Arvigo, con la moglie Julia Elsa nata Gürtler e i figli Anna Elisabeth e Margaritha Clara, con tassa comunale di fr. 2200.
John Simon Schlocker
, nato nel 1878, celibe, dottore medico, di Riga, già cittadino russo, domiciliato ad Arosa e naturalizzato in Arvigo con tassa comunale di fr. 1500. Angelo Succetti, nato nel 1878, sposato, contadino, di Piuro (Sondrio), domiciliato a San Vittore e naturalizzato a Santa Domenica con la moglie Anna nata Tognascioli e i figli Andrea, Adolfo, Giuseppe, Vittore e Mario. Tassa comunale non nota.
Martino Vitalini
, nato nel 1898, celibe, impiegato d’albergo, di Valfurva (Bormio), domiciliato a Scuol e naturalizzato in Arvigo, con tassa comunale di fr. 1000. Joseph Werner, nato nel 1881, sposato, portinaio, di Zeuthern (Baden), domiciliato a Valendas e naturalizzato a Braggio con la moglie Ursulina nata Gartmann e i figli Nina, Josef Johann e Ursula, con tassa comunale di fr. 2200.
Hugo Wetzel
, nato nel 1888, sposato, compositore, di Neufra (D), domiciliato a St. Moritz e naturalizzato in Arvigo con la moglie Albertina nata Manzoni e i figli Louisa Leopolda e Hugo, con tassa comunale di fr. 2200.




La questione delle naturalizzazione è sempre stata di attualità, dai tempi remoti fino ad oggi. Nel Medioevo e fino al Rinascimento l’acquisizione della cittadinanza era assai facile, anche per il fatto che la decimazione della popolazione residente a causa di epidemie come la peste o altri gravi avvenimenti come le guerre, rendevano bene accetti tutti i nuovi immigrati che venivano a riempire il vuoto sociale lasciato dai numerosi morti. Ciò era cosa normale ancora alla fine del Quattrocento e inizio Cinquecento, tanto che ser Valente Peverelli,
di Chiavenna, stabilitosi a Roveredo negli ultimi decenni del Quattrocento, dopo dieci anni di residenza in loco, non solo era divenuto cittadino roveredano, ma fu pure nominato alla massima carica giuridico-amministrativa della giurisdizione di Roveredo, cioè Vicario (diremmo oggi Presidente di Circolo). Lo stesso dicasi per il sacerdote Bartolomeo Schenardi, stabilitosi a Roveredo proveniente da Domàso sul lago di Como intorno al 1508 e antenato comune di tutti gli Schenardi roveredani. Durante il dominio trivulziano (1480-1549) le molte persone di origine lombarda venute nel Moesano per volere dei Trivulzio (che non si fidavano affatto dei Mesolcinesi e Calanchini) automaticamente dovevano essere considerati come cittadini a tutti gli effetti. Nella metà del Cinquecento i predicatori riformati venuti da noi come Giovanni Beccaria detto Canessa e Giovanni Antonio Viscardi detto Trontano, ottennero quasi subito la cittadinanza di Mesocco. Ma in seguito le cose cambiarono, probabilmente perché la saturazione della popolazione nei singoli villaggi poneva il problema dato dai nuovi immigranti nei confronti dei già residenti che si sentivano minacciati nei loro diritti e privilegi acquisiti. Questo venne dettagliatamente codificato negli Statuti vallerani del 1645 che ponevano grandi difficoltà alla concessione sia del Vicinato (cittadinanza comunale), sia del Valleranato. E durante l’ancien régime, cioè fino al 1797, la concessione della cittadinanza nei nostri comuni moesani fu assai scarsa, anzi nella maggior parte di questi comuni non si concesse più la cittadinanza a nessuno e i forastieri dimoranti rimasero tali, con tutte le restrizioni stabilite dai Vicini (patrizi). Poi, dopo la Rivoluzione francese, le guerre napoleoniche e il turbolento periodo che ne seguì si creò una gran confusione per tutta la prima metà dell’Ottocento, tanto che ripetutamente il governo del nuovo Cantone dei Grigioni dovette intervenire per porre un po’ di ordine, obbligando anche i comuni a concedere la cittadinanza a parecchi immigrati sbandati, poveri in canna, i cosiddetti Heimatlosen.

Oggi la situazione è totalmente cambiata e c’è un numero altissimo di naturalizzazioni, spesso concesse in modo alquanto superficiale, con pagamento di una esigua tassa, e senza verifica se il nuovo cittadino si sia almeno parzialmente integrato negli usi, costumi e civiltà nostri. Per chi vive nelle nostre valli oppure a Coira, la problematica è per lo più conosciuta in modo insufficiente. Per chi come me, che ho vissuto buona parte della mia esistenza a Chiasso e lavorato per 40 anni nelle dogane svizzere, la questione à ben diversa e merita sicuramente un approfondimento serio da parte di tutti coloro che, preposti a risolvere il problema, si ostinano a considerare l’argomento come se fosse solo la concessione di un targhetta per la bicicletta.

Cesare Santi



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