Aprile - Il tempo che fu

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Aprile

Rubriche > Radici di Fasani Rodolfo

Aprile, dolce dormire
Il mese di aprile è quasi sempre legato tra il concetto di resurrezione, il culto e la natura. Periodo che quest'anno è caduto proprio a cavallo tra marzo e aprile. Resurrezione intesa sia come aspetto religioso legato a più divinità nell'arco dei tempi, sia come risveglio della natura dopo la morte invernale. Senza dimenticare la "domenica delle palme", che si tiene una settimana prima di Pasqua. Un ramo di olivo, come testimonianza della vita che rinasce sulla terra, segno di riconciliazione tra Dio e gli uomini e del concetto di resurrezione con la venuta di Cristo.

Aprile, dolce dormire si tratta di un proverbio popolare in un mese con il primo caldo, con una sorta di agiatezza e un senso di stanchezza. Quindi: nel mese di aprile, / aspro ragliare e dolce dormire. Vengono richiamati due eventi diversi, da una parte gli asini iniziano ad entrare nel periodo degli amori e ragliano a profusione senza curarsi del proprio vicino ormai stanco. Abbiamo inoltre anche già sentito il detto che in un momento di pigrizia anche le riserve cominciano a scarseggiare: Aprile dolce dormire e forte sospirare; / i granai sono vuoti e le botti cominciano a suonare.
Senza dimenticare aprile dedicato alla dea Afrodite, quale sinonimo di apertura, mese in cui "si schiudono" piante e fiori. Aprile ogni goccia un barile. Proverbio agricolo-meteorologico che richiama la pioggia, toccasana per l'agricoltura e soprattutto per la vite.

L'aprile piovoso fa il maggio grazioso;
Aprile fa il fiore e maggio gli dà il colore
Aprile bagnato, contadino fortunato;
Se il tre d'aprile il cuculo ha da venire / e l'otto non è arrivato / è morto o è malato.

Altri proverbi legati ai "pesci" d'aprile:
Essere un pesce fuor d'acqua / Non sapere che pesci pigliare / Prendere a pesci in faccia / Pesce grosso mangia pesce piccolo / L'ospite è come il pesce, dopo tre giorni puzza.

Alcuni detti in dialetto di Mesocco sentito dai nostri anziani:
Fin che gh'è sélcit in fond a la ca didigh pur a la fam de végni scia. Trad: fin che ci sono patate in cantina, non temiamo la fame.
Fadigh miga del ma a la lipèlen, se de no è grapa la più bèla bés'cia che un gh'a in stala. Trad: Non fate del male alle lucertole, se no perisce la più bella bestia che abbiamo nella stalla.
Se 'l trona d'april, el fa amo quaranta di d'invèrn;
Fidèt miga de la voltèlen d'april; int una giurnada el témp el po cambiè do o tre volten. Trad: non fidarti della variabilità dell'aprile; in una giornata il tempo può mutare due o tre volte.





a cura di Rodolfo Fasani
(allegato: foto resurrezione)

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