Dicembre - Il tempo che fu

Vai ai contenuti

Menu principale:

Dicembre

Rubriche > Radici di Fasani Rodolfo

Dicembre "Chest an gh'è tanti burzacon, un gavra un scép de neiv"


Siamo arrivati all'ultimo mese dell'anno e con esso anche all'inverno meteorologico, da qui: Natale col sole, Pasqua col carbone / Babbo Natale con la barba bianca, se ancora non ha imbiancato presto imbianca / Quand el fioca su la féia, le un invèrn che fa vegni véia / Quand el canta el merlo le fenü l'invèrn.

Ricapitolando i 12 mesi: Gennaio zappatore, Febbraio potatore, Marzo amoroso, Aprile carciofaio, Maggio ciliegiaio, Giugno fruttaio, Luglio agrestaio, Agosto pescaio, Settembre ficaio, Ottobre mostaio, Novembre vinaio, Dicembre favaio.

Gli appuntamenti festivi lungo l'ultimo mese dell'anno sono tantissimi e molti sono legati ad antichi riti del solstizio d'inverno, per propiziare il ritorno della luce e delle giornate più lunghe.
Nel mese di dicembre ricorrono molte feste religiose, un mese dunque pieno di Santi e Madonne. La Madonna Immacolata (8 dicembre) il Natale o "Pasqua Santa", oppure il misterioso santo della barba bianca, San Nicolao (6 dicembre). Per Sant'Ansano uno sotto e uno in mano / Santa Lucia, il più corto giorno che ci sia / Per Santa Lucia e per Natale il contadino ammazza il maiale / Santa Barbara e san Simon i tegn lontan i fulmin e i tron / L'invèrn le el boia di véc el purgatori di basctruc e l'infèrn di pover.
In ogni modo i contadini sperano sempre che nevichi perché "Sotto la neve pane, sotto l'acqua fame". La neve infatti costringe il seme a svilupparsi sotto terra, mentre la pioggia può provocare l'uscita prematura del germoglio che rischierebbe di morire per le gelate.

Dicembre è anche il mese che negli affreschi e nei bassorilievi del Ciclo dei mesi del Medioevo, era raffigurato con l'uccisione del maiale. Ne è esempio quanto si trova nella Chiesa di Santa Maria al castello di Mesocco.

In generale in dialetto di Mesocco: Béata chela sposa che la trova la vésgia su la porta, ma pisé amo chela che la l'a trova morta / Es parla del luf, el riva sul zuf / L'e da la loza che es vegn slogai / El maièria véa el ciod del fula / Se 'l cuntinua isci el maia fora tuc i fondi di so purit / I a volu fa el pas pisé léngh che la gamba, adès i naviga in cativen acuen / La noc la porta conséi / El ciapa el di per la noc / U pasou una noc in bianch / Gh'e una diférenza coma dal di a la noc / Tuc i di gh'e el so da di, in tuten la casan ch'e el so da fa /
Quand es gh'a mar in boca es po miga spudè dolz.




(Foto: Coccinella su quadrifoglio)     a cura di Rodolfo Fasani

Torna ai contenuti | Torna al menu fpCount.exe.

Ultima modifica: