Gennaio - Il tempo che fu

Vai ai contenuti

Menu principale:

Gennaio

Rubriche > Radici di Fasani Rodolfo

Gennaio e i giorni della merla (detti, proverbi e leggende)

Vorrei iniziare per questo giornale una rubrica che mi ha sempre interessato. Quella dei modi di dire, dei proverbi e delle leggende, raccolte sull'arco degli anni, dai racconti di mio padre, dal libro di Domenica Lampietti Barella e da altri scritti sul comune di Mesocco e sui luoghi dell'arco alpino. Non so ancora se sarà un contributo quindicinale o un mensile. Molto dipenderà anche dalla disponibilità del giornale e dall'interesse manifestato dai suoi lettori.

Inizio con alcuni detti sul mese di gennaio e i giorni della merla, riguardanti in particolare il dialetto di Mesocco, ma anche altre località di lingua italiana. Il gennaio, ovvero il "Génarùn", capace di suscitare apprensione anche nel più intrepido cuore contadino. Si pensava alla primavera ancora lontana e alle scorte già largamente intaccate, sia alimentari che di fieno per le bestie. "Ginée, ginerùn spaza i scrign e i masùn". (detto di Morbegno). "Quando gennaio mette erba, se tu hai grano tu lo serba"; "Sotto la neve pane, sotto acqua fame"; "Non v'è gallina o gallinaccia che di gennaio uova non faccia". Gennaio forte tutti i vecchi si auguran la morte".

Veniamo al giorno 6 gennaio dell'Epifania: "L'Epifania tuten la festen la la porten vea"; e al giorno 17 gennaio di Sant'Antonio abate: "Sant'Antoni da la barba bianca o chel fiòca o che poch el manca".

Gli ultimi giorni di gennaio, 29, 30 e 31, sono chiamati anche i "giorni della merla". La leggenda ci insegna infatti che la merla dalle piume bianche per cercare di sfuggire alla morsa del freddo che minacciava di uccidere lei e i suoi piccoli, cercò rifugio in un camino, dal quale saliva lento un denso e caldo fumo nero. Vi restarono per tre giorni poiché il freddo non accennava a diminuire. Il quarto giorno, giunse febbraio e con esso iniziò una fase di tepore. La famiglia dei merli lasciò il rifugio nel camino con la conseguenza che da allora tutti i merli sono nati neri.
A Mesocco per i giorni della merla si usava il detto: "I di de la mèrla se ghè i pont de giaz l'ai descfa e si ghè miga l'ai fa su". I giorni della merla se c'è ghiaccio si scioglie e se non ce né si crea.


(foto: la merla)       a cura di Rodolfo Fasani

Torna ai contenuti | Torna al menu fpCount.exe.

Ultima modifica: