Lettera 1856 - Il tempo che fu

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Lettera 1856

Emigranti > Svizzera > Spazzacamini

Presburgo li 27 marzo 1856

Carissimi Genitori
Io non posso trattenervi a meno che spedirvi per la seconda volta questa lettera, io non so cosa pensare verso di voi. Quindi vi faccio poi asapere la mia bono godente salute e cosi ne spero il simile di voi tutti . Il quale io ho srivuto  prima per cosa io, e il Gaspar Motto noi abbiamo spedito una lettera assieme dell mese di Febbraio ai 18 e io ho scritto che per le feste della Santa Pasqua di darmi un piccolo risconto e vedendo che la sSanta  Pasqua è  già passata senza ricevere nisuna notizia, io poio dubitare altro che voi non l'avete riceputa.
Cari Genitori fratelli, e sorelle, potrebbe ben darsi che voi avete scritto per questi festi, ma similmente li festi sono doma passati pocho tempo ma vi prego che che se avete sritto la lettera e già spedita a far il piacere ha scrivere un'altra che io sono molto amatore di sapere novità di voi tutti. E riguardo alle novità di questi paesi abbiamo passato l'inverno con sanità e bel tempo e nel cominciar della primavera con bel tempo, ma il vivere sono molto caro ancora in questi paesi tutti li generi. Vi faccio poi asapere che il nostro povero amico e parente Giuseppe Zimara è morto e passato la sua anima a leternità in Vienna  dal suo zio Sonvicho. Altro no sto a tediarvi che scrivere queste  due linee il quale l'ultima vostra lettera io lo ricevuta il giorno 14 del mese di Gennaio di quest'anno cosi con un grandissimo e assai piacere a sentire la vostra sanità . Io scrivo  di darmi subito notizie di voi. Io non ho altro da dirvi che farvi unici cordiali saluti a tutti padre, madre, fratelli e sorellee l'anda Orsoletta el Signor Angelo Bargiggia Maestro Comunale in Soazza e tutti i nostri parenti e amici el Rodolfo Santi e i suoi di casa a mio nome e tutti quelli che dimandano di me.
Addio... Addi... Addio... Addie
                                                        Statte bene
                                                        e sono il vostro caro amato
                                                              figlio Zaro Fidelis

Vita quotidiana contadina
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