Luglio - Il tempo che fu

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Luglio

Rubriche > Radici di Fasani Rodolfo

Luglio dal gran caldo - bevi ben e batti saldo


Da tempo immemorabile l'uomo fa uso di proverbi, sia nella tradizione orale che in quella scritta. Alle volte è assai difficile risalire all'origine di un proverbio e stabilire se esso è passato dalla tradizione alla letteratura o viceversa. L'importante è comunque risalire alle motivazioni che ne hanno determinato sia la nascita che l'uso.
I proverbi sul tema del mese di luglio: : Se piove tra luglio e agosto, piove miele, olio e mosto / In luglio è ricca la terra ma povero il mare / Giugno la falce in pugno; se non è in pugno bene, luglio ne viene / Se a luglio tempesta, l'uva non riempie la cesta / Se le formiche s'agitano a Sant'Anna, tempesta ai piè della montagna.

Il mese di luglio deve il proprio nome a Caio Giulio Cesare, il primo imperatore romano di fatto, che era nato il 12 di questo mese nel 100 a.C.
Alcuni detti in vari dialetti: La cosciénza l'e coma una calzéta – una volta larga, una volta strécia / Quand l'e véc e senza denc – anca el diaul el va in cunvent / Tutèn la pescèden int el cu – la te fan fa un pas inanz / L'e tant invidios che, sel ved un funeral el vuria es lui el mort.

Quando la campagna era ancora la principale fonte di lavoro e di cibo in luglio si trebbiava il grano, cioè si raccoglieva il frutto di un anno di lavoro. Da qui il termine di "batti saldo".
Il fiore di luglio è il giglio delle sabbie, simbolo di fecondità e bellezza. Il fiore è attribuito ai santi, in particolare a Sant Antonio da Padova. Pure il girasole, dalle origini misteriose, è il simbolo della bella stagione e dell'estate. Con i suoi colori accesi ed estivi, con la sua misteriosa vocazione a seguire sempre il sole, volgendo la corolla in una posizione di rispetto e venerazione.

Il 29 luglio è il giorno di Santa Beatrice, colei che rende tutto beato. È il nome immortalato da Dante quale donna idealizzata nel Dolce stil novo: <Sovra candido vel cinta d'uliva / donna m'apparve, sotto verde manto / vestita di color di fiamma viva>.

Molti sono le espressioni e i modi di dire nel dialetto di Mesocco che si possono accostare al mese di luglio e ai lavori nella campagna:
Es gh'a da préghè coma se es murisa subit e laurà come se es murisa mai / Negn purit, i bes-c de Vignun i gh'a scia el ma néghèr, e alora per chest an la feira l'e giè facia. Trad.: Poveri noi, le bestie dell'alpe Vignuno hanno l'afta epizootica e allora per quest'anno la fiera è già avvenuta. Quand un piton el monta in scagn o che 'l puza o che 'l fa dagn. Trad.: Quando un poveraccio acquista autorità e che s'insuberbisce o che fa danno. L'e mior fa taula vanza, che crapa panza. Trad.: è meglio avanzare qualcosa nel piatto che fare indigestione. Se i nuvel i va vers Ciavena bel temp non ghèn regna, ma si va vers la Calanca bel temp non ghèn manca / Quand la se scpiegien la galinen la marchèn brut temp / Quand la scinta del dragh la mét sgiu i péi in l'acu l'e segn ch 'l vo véni a piov. Trad.: Quando l'arcobaleno immerge le estremità nell'acqua minaccia ancora di piovere.


a cura di Rodolfo Fasani



(foto: Incontro di Dante con Beatrice))

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