Marzo - Il tempo che fu

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Marzo

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Marzo pazzarello:  Guarda il sole e prendi l'ombrello
Il mese di marzo per quel che riguarda la svizzera italiana ha spesso il denominatore comune del vento, con attributi spesso ancora invernali, ma nello stesso tempo già primaverili. È un tempo incerto con alternanza di sole e di pioggia, di caldo e di freddo. Risulta un mese ottimale per la campagna, stimolando in modo graduale la vegetazione, favorendo allo stesso tempo il consolidamento della radice e lo sboccio della gemma. Da queste brevi spiagazioni si capisce i perché della denominazioine "marzo pazzarello".
Un proverbio in dialetto milanese, infatti dice: "Marzo l'è fìo d'ona baltrocca / ora el piov, ora el fìoca / ora el tira vent, ora el fa bel temp".
Il 21 marzo nasce la primavera, che è anche sininimo di temperature in aumento, di mandorli e di ciliegi che si tingono di bianco e i peschi di rosa, mentre le campagne diventano quadri animati dai colori più vivi.
Numerosi sono i detti e i proverbi che annunciano la primavera, il risveglio della natura i fiori e l'amore a tutti gli esseri viventi:
Neve marzolina dalla sera alla mattina;
Marzo asciutto e april bagnato, beato il villan che ha seminato;
Le api sagge in marzo dormono ancora;
Pace tra suocera e nuora dura quanto la neve marzola;
Marzo la serpe esce dal balzo;
La luna marzolina fa verdicare l'insalatina.

Il mese di marzo è pure annunciatodall'arrivo di tante specie di uccelli da qui la nascita di alcuni proverbi:
Una rondine non fa primavera;
Per San Benedetto la rondine sotto il tetto;
Per l'Annunziata la rondine è ritornata;
Canta il cuculo sulla quercia nera, ricordati padrone che è primavera.

A Mesocco il più conosciuto è il proverbio del primo di marzo quando si  scaccia l'inverno: "Marz, marz pulverent, semina séghel e fa furmént", durante il "Calend de marz" o semplicemente "Sunà marz". Si scaccia l'inverno con suoni di campanacci e con dei detti si chiama la primavera, affinché l'erba cresca. Inoltre viene bruciato un finto pupazzo di neve che simboleggia l'inverno.
Altri detti o proverbi legati al mese di marzo in dialetto di Mesocco: Es véd che l'e scià primaveira, quanten bèlen galinéten int i prai. Trad. Si vede che è giunta la primavera, quante belle farfalle nei prati. Quand'é sponta el ri de Balnisc le bon segn perché ghè scia la primaveira; In témp de guèra a Mesoch i a miga cultivou duma pom de tèra, ma anca furménton per fa la pulenta; Ros de séira bèl témp es spéra, ros de matina la pèl d'una galina. Trad. La nuvola rossa di sera annuncia bel tempo, mentre quella del mattino prevede pioggia.





a cura di Rodolfo Fasani
(allegato: foto seminatore)

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