Ottobre - Il tempo che fu

Vai ai contenuti

Menu principale:

Ottobre

Rubriche > Radici di Fasani Rodolfo

Ottobre "A San Luca (18 ottobre) molle o asciutto semina tutto"


Ottobre, il mese dei ricordi, il mese del caldo abbraccio della natura tra il verde dell'erba e il bruno degli alberi. Trattasi di un mese che alla sua bellezza ha ispirato molti artisti. Francesco Guccini nella sua canzone citava: "ottobre la tua grande bellezza: / nei tini grassi come pance piene prepari mosto e ebbrezza, prepari mosto e ebbrezza… / Lungo i miei monti, come uccelli tristi fuggono nubi pazze, / lungo i miei monti colorati in rame fumano nubi basse, fumano nubi basse…"
O lo scritto di Mauro Corona: "era verso mezzogiorno, a metà di un ottobre dorato. La valle ardeva nell'incendio dei boschi arrugginiti. Rondini di foglie multicolori volavano a sciami al soffio leggero del vento.. pellegrine senza meta, in balia degli elementi, come la vita degli uomini".

Ottobre è un mese capriccioso che alterna sereno e piogge torrenziali, così che il proverbio dice: "ottobre e marzo per la loro pazzia si assomigliano come padre e figlio". Ottobre è anche il mese in cui è finita la vendemmia e cominciano le operazioni per preparare il vino: "ottobre, il vino è nelle doghe". In questo mese occorre tenere sotto controllo il mosto che sta bollendo nelle cantine, e si usa: "ottobre: vino e cantina, da sera a mattina", "Se ottobre è piovarolo, è pure fungarolo".
Ai cacciatori, durante il mese delle migrazioni in massa degli uccelli verso i luoghi caldi si dice: "San Francesco tordo al desco", "Per Santa Teresa prepara la tesa", o "Per Santa Teresa tordi a distesa". Per il giorno di San Gallo occorre cominciare a seminare: "quando è buon tempo il giorno di San Gallo si semina anche in fondo alle valli", "Per San Gaudenzio chi non ha cominciato cominci", "San Gaudenzio, prendi i buoi e mettili davanti".
Ma ottobre è anche il tempo delle castagne, che vanno premurosamente controllate, in quanto potrebbero contenere delle sorprese, come dice il proverbio: "la donna è come la castagna, bella fuori e dentro cià la magagna", "Castagne e vino lascia tutto per San Martino".

Detti e proverbi nel dialetto di Mesocco: Es ciapa pisé moschen con una gota de mél, che cun un baril de aséit / L'e talment inzégnos che'l faria la gamben a una mosca / L'e talment bon che 'l ghé faria miga ma a una mosca / El pèléria un piéc per fa danè / Piéc fa piéc e sold fa sold / L'e talment tégnaz che el péleria un piéc per vénd la pèl / El Signor el né guardi da la saèta e dal tron e da la lege del canton Grison / El gh'e na un sciul / A filè driz es fa un bèl solch / Chél che s'sparmis, l'e giè pagou / Quand el témp el tira fora de noc, l'e coma una vésgia che va al trot / Quand el trona prima da piov, el maltémp el dura poch / Véa da fan, saltum ados / Un sach véid el sta miga in péi.


a cura di Rodolfo Fasani
(foto: Aratura con buoi)

Torna ai contenuti | Torna al menu fpCount.exe.

Ultima modifica: