Settembre - Il tempo che fu

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Settembre

Rubriche > Radici di Fasani Rodolfo

Settembre "L'uva matura e il fico pende"


La tradizione molto spesso è tramandata grazie al dialetto con i suoi proverbi. Nei proverbi è possibile rintracciare quella smaliziata visione della vita propria di un popolo, della sua saggezza legata al profondo vincolo con la propria terra d'origine e con le proprie tradizioni. È questa una preziosa testimonianza di un mondo che sta purtroppo oggi scomparendo.

Settembre è il mese nel quale i contadini si augurano che il clima sia quello giusto e propizio a far maturare i frutti più dolci dell'anno. Come si dice nel titolo In settembre l'uva matura e il fico pende. Talmente buoni sono i fichi che possono anche far perdere amicizie, dato che il proverbio dice: quando il contadino è sul fico non conosce parente né amico!

Altri proverbi legati a questo mese: Un settembre caldo e asciutto maturare fa ogni frutto / Da settembre prima la bianca, che di pendere è già stanca (riferito all'uva) / A settembre pioggia e luna, è dei funghi la fortuna / Il vento di settembre mangia la castagna e beve il vino / Quando la cicala canta in settembre, non comprare grano da vendere / Chi lavora in settembre, fa bel solco e poco rende / Se San Michele arcangelo (29 settembre) si bagna le ali, piove fino a Natale.
Ora un detto per i cacciatori: "Setembèr quand el piov e el tira el vént, el cascidò el perd el témp".

In settembre l'estate lascia il posto all'autunno e il segno della bilancia segue a quello della vergine. È il mese durante il quale le giornate si accorciano e l'aria diventa via via più fredda, la natura si prepara al lungo sonno dell'inverno; è il mese dei colori, dei profumi, degli ultimi frutti estivi.
Alla Luna settembrina sette Lune le si inchina. Significa che dalla luna di settembre si può prevedere l'andamento meteorologico delle sette lune successive. Osservazione questa che ricorre in molte culture e in molte lingue.

Gabriele D'Annunzio nella sua sublime poesia "I Pastori", scriveva: "Settembre, andiamo. È tempo di migrare / Ora in terra d'Abruzzi i miei pastori / lascian gli stazzi e vanno verso il mare: / scendono all'Adriatico selvaggio / che verde è come i pascoli dei monti.

Detti e proverbi nel dialetto di Mesocco: L'acu che un vo miga béiv, l'e furdé la prima che un gavra da béiv / L'e coma na a tè acu santa a ca del diaul / El da dii el végn dal da fa / El fali, l'e da uman, el risorg l'e da angel / El piéc el cambia la paréntèla, ma la cagnèda l'e sémpèr chèla / El gh'a una tèsta giusta bona da fa piéc / Per la calunien di malvivént, i a mai cundanou nesuna sgént / Tuc i grop i végn al pécen, tuc i can i ména la coa e tuc i asén i vo la soa / l'e ai pei del mur che es conos el murado / L'e mior un baitél da parlo, che un castél in mesc-ciaia / L'e un'ora che méni el butisél, ma el butéir l'e miga amo scia e pos taca su da lava sgiu.




a cura di Rodolfo Fasani
(foto: "Arcangelo San Michele (29 settembre)"

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